Adeguati assetti

Gli adeguati assetti ti sembrano un adempimento.
Sono ciò che ti fa accorgere dei problemi per primo

Trattarli come un obbligo da togliersi di dosso è comprensibile: un obbligo di legge lo sono davvero. Ma non si soddisfano con un manuale: si soddisfano con un’organizzazione e un controllo che ti fanno vedere la crisi prima che arrivi. E questo serve a te, più che a qualsiasi controllore.

Un primo sguardo ai tuoi numeri, prima della prossima mossa. Senza impegno, e con una risposta onesta.

Un manuale firmato non è un assetto

Quando arriva la richiesta, dal commercialista, dai sindaci, dal consiglio, la reazione tipica è procurarsi un documento: un manuale degli adeguati assetti, stampato, firmato, messo nel cassetto. La casella è spuntata, l’obbligo sembra assolto. Ma quel manuale, da solo, descrive un’azienda che spesso non coincide con quella che lavora ogni giorno: l’organigramma sulla carta non è quello applicato, le procedure scritte non sono quelle seguite. E in caso di contenzioso è proprio quella distanza, tra carta e prassi, a diventare un problema.

Il comma 2 dell’Art. 2086 del Codice Civile chiede qualcosa di diverso da un documento. Chiede all’imprenditore in forma societaria di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche allo scopo di rilevare per tempo la crisi e la perdita di continuità. È un obbligo che il Codice della Crisi ha esteso, modulandolo sulla dimensione, anche all’imprenditore individuale. Non chiede un manuale: chiede che l’azienda sia organizzata in modo da accorgersi dei problemi mentre sono ancora gestibili.

Il problema non è il manuale. Gli adeguati assetti non sono un documento da firmare, sono il modo in cui l’azienda lavora ogni giorno.

Lo scopo, allora, è pratico, non formale: gli adeguati assetti dovrebbero farti vedere la crisi prima degli altri. Prima dei tuoi sindaci, che la legge obbliga a segnalarti per iscritto gli indizi di crisi quando li rilevano (Art. 25-octies). E prima del Fisco, perché al superamento di certe soglie l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e l’INAIL sono tenuti a segnalare la tua esposizione (Art. 25-novies). Non c’è condizione peggiore che ricevere una di queste segnalazioni per un problema di cui non ti eri accorto.

E qui c’è la dimensione che molti sottovalutano, e non è un allarme, è ciò che la giurisprudenza più recente sta facendo emergere: l’amministratore che non istituisce assetti adeguati può essere chiamato a risponderne personalmente, se da quella mancanza deriva un danno. Averli, e poterlo dimostrare con l’evidenza operativa, non è solo questione di regola: è il modo di proteggere te stesso, oltre che l’azienda.

Prima di tutto, lascia che dia uno sguardo

Per questo esiste la verifica preliminare. Mi mandi gli ultimi bilanci, la visura e due righe su come è organizzata l’azienda, e do una prima lettura a cosa c’è già, anche se non è formalizzato, e a cosa manca. Lo faccio prima di chiederti un euro, perché la fiducia me la voglio guadagnare, non comprare.

Poi ti dico la verità, qualunque sia. Se quello che hai già regge e basta sistemarlo, te lo dico e ci fermiamo: non propongo una Diagnosi se non serve. E se quello che cerchi è solo un parere su un manuale già scritto, ti dico con franchezza che non sono il fornitore giusto: io gli assetti li costruisco, non li certifico. Da lì decidi tu, senza alcun obbligo.

Se vuoi andare oltre il primo sguardo

La Diagnosi è il punto di partenza, e qui è il prerequisito: gli assetti non si disegnano in astratto, si disegnano sulla fotografia reale dell’azienda. La Diagnosi raccoglie i bilanci, le situazioni infrannuali, com’è organizzata l’azienda, che sistema informativo usa, quali procedure esistono già. Da lì emerge cosa c’è e cosa manca, e quella fotografia è la Relazione Analisi Aziendale. Senza, qualunque assetto sarebbe un manuale astratto.

Da quella base, nella fase di Disciplina, si disegnano e si costruiscono i tre assetti, ma quello è il passo successivo: l’assetto organizzativo, le deleghe e le procedure davvero applicate; l’assetto amministrativo, i flussi che portano le informazioni a chi decide; l’assetto contabile, le chiusure mensili e gli indicatori che accendono la spia per tempo. È quotato a parte, in base alla complessità dell’azienda, alla forma societaria, alla presenza di organi di controllo. È un lavoro di costruzione, non di certificazione: per questo non vendo un check di compliance come prodotto a sé.

Compenso e trasparenza

Verifica preliminare senza impegno

La verifica preliminare non ha costi: il compenso riguarda la Diagnosi, solo se decidi di procedere.

Diagnosi

Per la Diagnosi è previsto un compenso professionale di € 1.500 non soggetto ad IVA, acconto al conferimento dell’incarico e saldo alla consegna dell’elaborato.

Leggiamo i tuoi numeri

Come funziona, e chi se ne occupa

Per la verifica bastano gli ultimi bilanci, la visura e una descrizione sintetica di come è organizzata l’azienda. Se decidi di procedere con la Diagnosi, fotografo organizzazione, contabilità e flussi reali, e l’esito è tuo entro cinque giorni lavorativi. Alla consegna ci sediamo sui risultati, anche da te se preferisci, e ti dico cosa c’è già di buono e cosa va costruito, in concreto. Tutto sotto riservatezza: i tuoi numeri e la tua organizzazione restano tra noi.

CTPLAB è un laboratorio di impresa.
Come in una bottega artigiana, ogni elemento di un lavoro passa da una mano esperta alla successiva fino al risultato finale: l’analisi finanziaria, l’inquadramento giuridico, la lettura gestionale. La Diagnosi nasce da questa filiera di competenze, non da un software automatico.

Domenico Angelino
Domenico Angelino
Analista finanziario. Vent’anni di esperienza, anche in contenziosi bancari. Founder di CTPLAB.
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Domande che ricevo prima di una Diagnosi

Sono una PMI sotto i 15 dipendenti. Mi riguardano davvero?

Sì. L’obbligo dell’Art. 2086 si applica a tutte le imprese in forma societaria, indipendentemente dalla dimensione. La legge chiede assetti adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa: quelli di una piccola PMI saranno proporzionalmente più snelli di quelli di una media impresa, ma vanno comunque istituiti. Per l’imprenditore individuale il Codice della Crisi prevede misure adeguate, anch’esse modulate sulla dimensione.

Basta un manuale firmato dal commercialista?

No. Un manuale stampato e firmato è un documento, non un assetto. L’assetto è ciò che l’azienda fa davvero: l’organigramma applicato, le deleghe rispettate, la contabilità chiusa ogni mese, i flussi che arrivano a chi decide. Un manuale isolato è anzi rischioso, perché in un contenzioso emerge la distanza tra la carta e la prassi.

Come si dimostrano gli adeguati assetti in caso di verifica?

Non esiste un certificato rilasciato da un ente. La dimostrazione passa dall’evidenza operativa: i flussi informativi reali (verbali delle riunioni, report periodici, dashboard storicizzate), gli atti formali coerenti (deleghe, organigramma, procedure), la tracciabilità delle decisioni nei momenti critici. La domanda implicita di un giudice è: mi mostri come avete visto arrivare il problema e cosa avete fatto? Assetti reali permettono di rispondere; quelli di facciata no.

Il mio commercialista può aiutarmi?

Sì, in particolare sulla parte contabile: chiusure mensili, riclassificazioni, indicatori di crisi standard. Per la parte organizzativa e amministrativa, e per il disegno dei tre assetti come un sistema unico, serve un lavoro di organizzazione aziendale che esce dal perimetro tipico dello studio. Lavoro insieme al tuo commercialista, coprendo quella parte e lasciandolo nel suo ruolo naturale sulla contabilità.

E se mi serve solo un parere su un documento già fatto?

Allora te lo dico, e non sono il fornitore giusto. Non vendo check-list di compliance: nella mia esperienza o si compilano in fretta con risposte di comodo, creando un rischio in più in un contenzioso, o producono manuali astratti scollegati dalla realtà. Io costruisco gli assetti veri, con un percorso più impegnativo ma più solido.

Prima di un altro manuale, guardiamo come lavora davvero la tua azienda

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