Ti hanno chiesto gli adeguati assettiServono prima a te
Un’organizzazione e un controllo che ti fanno vedere la crisi prima che arrivi.
Un manuale firmato non è un assetto
Trattarli come un obbligo da togliersi di dosso è comprensibile: un obbligo di legge lo sono davvero.
Accorgerti della crisi prima che arrivi serve a te, più che al controllore.
Quando arriva la richiesta, dal commercialista, dai sindaci, dal consiglio, la reazione tipica è procurarsi un documento: un manuale degli adeguati assetti, stampato, firmato, messo nel cassetto.
Ma quel manuale, da solo, descrive un’azienda che spesso non coincide con quella che lavora ogni giorno: l’organigramma sulla carta non è quello applicato, le procedure scritte non sono quelle seguite.
In caso di verifica è proprio quella distanza, tra carta e prassi, a diventare un problema.
Gli adeguati assetti sono il modo in cui l’azienda lavora ogni giorno.
C’è poi la dimensione che molti sottovalutano, ed è ciò che la giurisprudenza più recente sta facendo emergere.
L’amministratore che non istituisce assetti adeguati può essere chiamato a risponderne personalmente, se da quella mancanza deriva un danno.*
* Art. 2476, comma 6, c.c. per le S.r.l. e art. 2394 c.c. per le S.p.A.
Averli, e poterlo dimostrare con l’evidenza operativa, è il modo di proteggere te stesso, oltre che l’azienda.
Prima di tutto, lascia che dia uno sguardo
Per questo esiste la verifica preliminare. La faccio prima di chiederti un euro, perché la fiducia me la voglio guadagnare, non comprare.
Mi mandi la visura camerale e gli ultimi tre bilanci. Leggo quali segnali di allerta del Codice della Crisi risultano accesi e, con tre esercizi davanti, in che direzione si stanno muovendo.
Nessun compenso richiesto
Poi ti dico la verità, qualunque sia. Se quello che hai già regge e basta sistemarlo, te lo dico e ci fermiamo.
E se quello che cerchi è solo un parere su un manuale già scritto, ti dico con franchezza che non sono il fornitore giusto: io gli assetti li costruisco, non li certifico. Da lì decidi tu.
Cosa mandi, cosa ricevi, in quanto tempo
La visura camerale e gli ultimi tre bilanci. Nient’altro.
Quali segnali di allerta del Codice della Crisi sono accesi, e in che direzione si muovono.
Rispondo entro 24 ore lavorative.
È un documento che puoi girare a chi decide con te. Riservatezza: i tuoi numeri restano tra noi.
CTPLAB è un Laboratorio di Impresa
Leggo aziende per mestiere da vent’anni guardando da vicino cosa accade quando i numeri cominciano a sfuggire di mano e non viene data la giusta attenzione a quello che dicono.

Organizzazione e gestione aziendale
Se vuoi capire più a fondo
Cosa chiede esattamente l’art. 2086
Il comma 2 dell’Art. 2086 del Codice Civile chiede qualcosa di diverso da un documento. Chiede all’imprenditore in forma societaria di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche allo scopo di rilevare per tempo la crisi e la perdita di continuità. È un obbligo che il Codice della Crisi ha esteso, modulandolo sulla dimensione, anche all’imprenditore individuale. Non chiede un manuale: chiede che l’azienda sia organizzata in modo da accorgersi dei problemi mentre sono ancora gestibili.
Chi ti segnala, e quando
Gli adeguati assetti dovrebbero farti vedere la crisi prima degli altri. Prima dei tuoi sindaci, che la legge obbliga a segnalarti per iscritto gli indizi di crisi quando li rilevano (Art. 25-octies). E prima del Fisco, perché al superamento di certe soglie l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e l’INAIL sono tenuti a segnalare la tua esposizione (Art. 25-novies). Non c’è condizione peggiore che ricevere una di queste segnalazioni per un problema di cui non ti eri accorto.
Cosa succede dopo la verifica
Gli assetti non si disegnano in astratto, si disegnano sulla fotografia reale dell’azienda: i bilanci, le situazioni infrannuali, com’è organizzata, che sistema informativo usa, quali procedure esistono già. Da lì emerge cosa c’è e cosa manca.
Da quella base si disegnano e si costruiscono i tre assetti: l’assetto organizzativo, le deleghe e le procedure davvero applicate; l’assetto amministrativo, i flussi che portano le informazioni a chi decide; l’assetto contabile, le chiusure mensili e gli indicatori che accendono la spia per tempo. È un lavoro di costruzione, non di certificazione: per questo non vendo un check di compliance come prodotto a sé.
Domande che ricevo più spesso
Sono una PMI sotto i 15 dipendenti. Mi riguardano davvero?
Sì. L’obbligo dell’Art. 2086 si applica a tutte le imprese in forma societaria, indipendentemente dalla dimensione. La legge chiede assetti adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa: quelli di una piccola PMI saranno proporzionalmente più snelli di quelli di una media impresa, ma vanno comunque istituiti. Per l’imprenditore individuale il Codice della Crisi prevede misure adeguate, anch’esse modulate sulla dimensione.
Basta un manuale firmato dal commercialista?
No. Un manuale stampato e firmato è un documento, non un assetto. L’assetto è ciò che l’azienda fa davvero: l’organigramma applicato, le deleghe rispettate, la contabilità chiusa ogni mese, i flussi che arrivano a chi decide. Un manuale isolato è anzi rischioso, perché in un contenzioso emerge la distanza tra la carta e la prassi.
Come si dimostrano gli adeguati assetti in caso di verifica?
Non esiste un certificato rilasciato da un ente. La dimostrazione passa dall’evidenza operativa: i flussi informativi reali (verbali delle riunioni, report periodici, dashboard storicizzate), gli atti formali coerenti (deleghe, organigramma, procedure), la tracciabilità delle decisioni nei momenti critici. La domanda implicita di un giudice è: mi mostri come avete visto arrivare il problema e cosa avete fatto? Assetti reali permettono di rispondere; quelli di facciata no.
La contabilità in ordine basta a dire che gli assetti sono adeguati?
No, perché l’art. 3 del Codice della Crisi chiede agli assetti due cose che la contabilità, da sola, non fa. La prima è rilevare gli squilibri patrimoniali ed economico-finanziari in rapporto alle caratteristiche della tua impresa. La seconda è verificare la sostenibilità dei debiti e la continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi, e rilevare i segnali del comma 4: i debiti verso i dipendenti scaduti da oltre trenta giorni per più della metà del monte salari mensile, i debiti verso fornitori scaduti da oltre novanta giorni che superano quelli non scaduti, le esposizioni bancarie scadute da oltre sessanta giorni per almeno il 5% del totale. La contabilità registra ciò che è già successo. Questi controlli guardano avanti, e si costruiscono sui flussi e sulle scadenze, non sul bilancio chiuso. È il lavoro che faccio.
E se mi serve solo un parere su un documento già fatto?
Allora te lo dico, e non sono il fornitore giusto. Non vendo check-list di compliance: nella mia esperienza o si compilano in fretta con risposte di comodo, creando un rischio in più in un contenzioso, o producono manuali astratti scollegati dalla realtà. Io costruisco gli assetti veri, con un percorso più impegnativo ma più solido.
- D1Diagnosi
- D2Definizione
- D3Direzione
- D4Disciplina
Guardiamo come lavora davvero la tua azienda
Compila il form e ricevi le istruzioni per la verifica preliminare: quali documenti servono e dove inviarli.
Sei un commercialista?
La parte contabile resta allo studio. Io lavoro sull’organizzazione e sui flussi amministrativi, e disegno i tre assetti come un sistema unico.
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