Senti che qualcosa non va, e non sai quanto tempo ti resta.
Cercare una via d’uscita è la cosa giusta, e accorgerti che qualcosa non va è già più di quello che fanno molti. Ma se ti muovi senza sapere dove sei davvero, curi il sintomo mentre il tempo stringe. E non sei l’unico a tenere il conto: la tua azienda è misurata su soglie precise, e c’è chi può far partire l’orologio prima che tu te ne accorga.
Un primo sguardo ai tuoi numeri, prima della prossima mossa. Senza impegno, e con una risposta onesta.
Una crisi non è una sensazione, è una posizione
Quando i conti si stringono, l’istinto è reagire: cercare liquidità, tagliare, rimandare, sperare che passi. È umano. Ma una crisi non è uno stato vago che riconosci quando è ormai evidente: è una posizione misurabile, e più aspetti più le scelte davanti a te si riducono. Curare il sintomo senza sapere dove sei è correre con gli occhi chiusi proprio quando ogni mese conta.
Perché non sei l’unico a tenere il conto. Dal 2019 il Codice della Crisi misura la tua azienda su soglie precise, e mette in capo all’amministratore l’obbligo di accorgersene per tempo (art. 2086 del Codice civile). E le segnalazioni possono partire da fuori, prima che tu te ne accorga: dagli organi di controllo e da quattro creditori pubblici, INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate e Agenzia Entrate-Riscossione. Quando arrivano, i termini sono già stretti e le opzioni ridotte. Il problema non è come uscire dalla crisi. È sapere dove sei davvero, finché le scelte sono ancora tue.
C’è un’ultima cosa che pochi mettono a fuoco: se le cose vanno male, l’amministratore che non si era accorto per tempo, e non si era attivato, può risponderne di persona. Sapere dove sei, oggi, non serve solo a decidere meglio. È anche ciò che ti protegge.
Prima di tutto, lascia che dia uno sguardo
Per questo esiste la verifica preliminare. Mi mandi gli ultimi bilanci analitici e la visura, e io guardo i tuoi numeri prima che tu faccia la prossima mossa, o prima che la faccia qualcun altro al posto tuo. Lo faccio prima di chiederti un euro, perché la fiducia me la voglio guadagnare, non comprare.
Poi ti dico la verità, qualunque sia. Se la situazione è più solida di come la senti, te lo dico e ci fermiamo: non propongo una Diagnosi se non è utile in quel momento. Se invece c’è qualcosa che merita di essere guardato a fondo, ti dico cosa, e da lì decidi tu, senza alcun obbligo.
Se vuoi andare oltre il primo sguardo
La Diagnosi è il lavoro vero. Ricostruisco, sui tuoi tre bilanci più recenti e su pochi dati che il bilancio non contiene, raccolti con la tua amministrazione sotto riservatezza, la tua posizione esatta rispetto alle soglie del Codice: cosa è in regola, cosa è in attenzione, cosa va affrontato subito, e quali leve ti riportano dentro i margini di sicurezza. Non un giudizio, una misura, fatta sui tuoi numeri reali.
Quello che ti resta è un elaborato tecnico (Relazione Analisi Aziendale): un documento che ti dice dove sei rispetto al Codice, che puoi portare dal tuo avvocato o commercialista, o usare come base per attivare in autonomia gli strumenti previsti. E quando i numeri cambiano, perché rinegozi un debito, intervieni sui pagamenti, ricapitalizzi, puoi aggiornarlo e rivedere la tua posizione, senza dipendere da me.
Compenso e trasparenza
La verifica preliminare non ha costi: il compenso riguarda la Diagnosi, solo se decidi di procedere.
Per la Diagnosi è previsto un compenso professionale di € 1.500 non soggetto ad IVA, acconto al conferimento dell’incarico e saldo alla consegna dell’elaborato.
Leggiamo i tuoi numeriCome funziona, e chi se ne occupa
Per la verifica bastano gli ultimi tre bilanci analitici e la visura camerale: documenti che hai già. Se decidi di procedere con la Diagnosi, raccogliamo insieme i pochi dati che il bilancio non contiene, le scadenze fornitori effettive, gli sconfinamenti reali, le posizioni verso INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate, sotto riservatezza. L’esito è tuo entro cinque giorni lavorativi, e alla consegna ci sediamo sui risultati, anche da te se preferisci, e ti spiego le leve su cui agire in ordine di priorità. Tutto sotto riservatezza: i tuoi numeri restano tra noi.
CTPLAB è un laboratorio di impresa.
Come in una bottega artigiana, ogni elemento di un lavoro passa da una mano esperta alla successiva fino al risultato finale: l’analisi finanziaria, l’inquadramento giuridico, la lettura gestionale. La Diagnosi nasce da questa filiera di competenze, non da un software automatico.
Domande che ricevo prima di una Diagnosi
La mia azienda non è in crisi, ma qualche segnale c’è. Ha senso adesso?
È il momento più utile. Il Codice è costruito sull’intervento precoce: gli strumenti funzionano quando i segnali ci sono ma non sono ancora cronicizzati. Aspettare significa restringere le opzioni e avvicinarsi al punto in cui le segnalazioni partono da sole, su tempi non più tuoi. La Diagnosi misura oggi se sei sotto, vicino o sopra le soglie, e quali leve ti riportano nei margini di sicurezza. Non serve essere in crisi per farla.
E se la mia situazione è solida?
Allora te lo dico, e non ti vendo niente. La verifica serve anche a questo: a sapere che sei più al sicuro di come ti sembra, o a fermarti prima di preoccuparti per un problema che non hai.
Il mio commercialista non mi ha mai parlato di adeguati assetti. Devo preoccuparmi?
Il bilancio che il commercialista prepara risponde agli obblighi fiscali e societari; la verifica degli adeguati assetti previsti dall’art. 2086 richiede strumenti e dati extra-contabili dedicati, ed è normale che maturi come attività a parte. La Diagnosi sta al fianco del tuo commercialista, non lo sostituisce: gli mette in mano gli elementi tecnici per completare il quadro. Molti studi la usano così.
Se emerge un quadro grave, sono obbligato a fare qualcosa?
Sì. L’art. 2086 prevede il dovere dell’amministratore di attivarsi senza indugio con uno degli strumenti previsti per superare la crisi. La scelta dipende dalla gravità e dal tipo di creditori. La Diagnosi non sostituisce le procedure: dà la base tecnica oggettiva su cui costruirle, e quando l’esito lo richiede ti indico il percorso più adatto, insieme al tuo legale.
Mi impegno per un percorso lungo?
No, la Diagnosi è un lavoro singolo. Da lì decidi tu: c’è chi si ferma alla Relazione, chi la porta al proprio avvocato o commercialista, chi la usa come base per attivare in autonomia la composizione negoziata, chi prosegue dentro il ciclo Governance 4D™. Nessun rinnovo automatico, nessun sollecito.
Hai già un avvocato o un commercialista? La Diagnosi lavora al loro fianco: una base tecnica indipendente che possono integrare nelle loro valutazioni.
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Prima di decidere, meglio sapere dove sei
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