Ricevi la Relazione di Analisi Aziendale: le soglie del Codice misurate sui tuoi numeri reali, l’esito entro cinque giorni, un documento che resta tuo.
Non sei sicuro che ti riguardi? In dieci minuti il Termometro 4D ti dà un primo orientamento sulla solidità della tua gestione, senza dati sensibili e senza impegno. Se emerge qualcosa che merita uno sguardo tecnico, da lì si passa alla Diagnosi.
Dal 2019 ogni amministratore di società di capitali ha l’obbligo di rilevare per tempo i segnali di difficoltà (art. 2086 c.c.). La Diagnosi ricostruisce, sui tuoi bilanci e sui tuoi numeri reali, l’esatta posizione rispetto alle soglie del Codice: cosa è in regola, cosa è in attenzione, cosa va affrontato subito.
Dal 2019, e fino al correttivo del 2024, il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza chiede all’amministratore di società di capitali due cose precise, scritte nell’art. 2086 del Codice civile, comma 2: dotare l’azienda di un sistema capace di far emergere per tempo i segnali di difficoltà, e attivarsi senza indugio quando quei segnali compaiono. Non sono raccomandazioni: sono obblighi, e la loro violazione può tradursi in responsabilità personale dell’amministratore.
Il punto delicato è che il Codice prevede segnalazioni che possono partire da fuori, prima ancora che tu te ne accorga: dagli organi di controllo e da quattro creditori pubblici qualificati: INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Entrate-Riscossione. Quando arrivano, i termini sono già stretti e le opzioni ridotte. Conoscere prima la propria distanza da ciascuna soglia significa scegliere le mosse con i propri tempi, invece di subirle.
C’è poi una dimensione che molti sottovalutano: aver istituito formalmente un sistema di rilevazione della crisi, averne documentato il monitoraggio e essersi attivati quando i presupposti emergevano è, in concreto, ciò che protegge l’amministratore se la sua responsabilità viene messa in discussione. La Diagnosi è il primo tassello concreto di quel sistema.
La Diagnosi ricostruisce, sui tre bilanci più recenti integrati con i dati extra-contabili che raccolgo con la tua amministrazione, la posizione esatta della tua azienda rispetto al Codice della Crisi vigente. Lo strumento è costruito secondo i criteri del Codice e della prassi sugli adeguati assetti, ed è messo a punto sul lavoro con imprese reali.
Cosa misura
La Diagnosi non è una fotografia statica. Quando i numeri cambiano, perché rinegozi un debito, intervieni sui pagamenti, ricapitalizzi, puoi aggiornare i dati per il primo trimestre successivo all’ultimo bilancio e rivedere la tua posizione in pochi minuti. Non dipendi da me per tenerla viva: è uno dei vantaggi di come lavoro. Resto a disposizione per aggiornamenti programmati, quando li desideri.
Si parte da quello che hai già: gli ultimi tre bilanci, la visura camerale, gli estratti conto più recenti e il dettaglio aggiornato delle posizioni verso INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione. Raccolgo insieme i pochi dati extra-contabili che il bilancio non contiene: scadenze fornitori effettive, sconfinamenti reali, il ritardo accumulato nei pagamenti, sotto vincolo di riservatezza. Calcolo gli indicatori, li interpreto, scrivo il Report. L’esito è tuo entro cinque giorni lavorativi. Il tempo richiesto alla tua amministrazione dipende dalla complessità del quadro, ma non ti chiedo nulla che tu non abbia già.
CTPLAB è un laboratorio di impresa, non uno studio di adempimenti. Come in una bottega artigiana, ogni elemento di un lavoro passa da una mano esperta alla successiva fino al risultato finale: l’analisi finanziaria, l’inquadramento giuridico, la lettura gestionale. La Diagnosi nasce da questa filiera di competenze, non da un software automatico.
Hai già un avvocato o un commercialista? La Diagnosi lavora al loro fianco: è una base tecnica indipendente che possono integrare nelle proprie valutazioni. Partner e Commercialisti →
Il percorso che segue è quello di un’azienda manifatturiera raccontata in «Governare la Crisi». La Diagnosi è il punto di partenza: ha fotografato dieci indicatori, otto dei quali in zona critica o di allarme. Da lì sono nate le decisioni.
| Indicatore | Anno 0 | 18 mesi |
|---|---|---|
| Fatturato | 1,7 M€ | 1,9 M€ |
| Utile netto | −25 K€ | +35 K€ |
| Rating bancario | CC | B+ |
| DSCR prospettico | < 1 | > 1 |
| Margine di tesoreria | negativo | positivo |
| Margine di struttura | negativo | positivo |
| Concentrazione clienti | 60% | 38% |
| Alert CCII attivi | 5 su 7 | 0 su 7 |
Le leve sono state concrete: pressione mirata sui crediti dei clienti più lenti, smobilizzo del magazzino fermo, rinegoziazione delle scadenze bancarie, cessione di macchinari inutilizzati, revisione del pricing su sette famiglie di prodotto. Niente di esotico: i numeri giusti, letti per tempo, e una sequenza di interventi nel giusto ordine.
Caso illustrativo tratto da «Governare la Crisi», Domenico Angelino. Dati anonimizzati.La mia azienda non è in crisi, ma qualche segnale c’è. Ha senso adesso?
È il momento più utile. Il Codice è costruito sull’intervento precoce: i suoi strumenti funzionano quando i segnali sono presenti ma non ancora cronicizzati. Aspettare significa restringere le opzioni e avvicinarsi al punto in cui le segnalazioni partono in autonomia, su tempi non più tuoi. La Diagnosi misura oggi se sei sotto, vicino o sopra le soglie, e quali leve permettono di rientrare nei margini di sicurezza. È un esercizio tecnico, non un giudizio: non serve essere in crisi per farlo.
Il mio commercialista non mi ha mai parlato di adeguati assetti. Devo preoccuparmi?
Il bilancio civilistico che il commercialista predispone risponde agli obblighi fiscali e societari; la verifica formale degli adeguati assetti ex art. 2086 c.c. comma 2 richiede strumenti e analisi extra-contabili dedicati, ed è normale che maturi come attività a parte. La Diagnosi è pensata per stare al fianco del tuo commercialista, non per sostituirlo: gli mette in mano gli elementi tecnici per completare il quadro. Molti studi la usano proprio così.
Se emerge un quadro grave, sono obbligato a fare qualcosa?
Sì. L’art. 2086 c.c. comma 2 prevede il dovere dell’amministratore di attivarsi «senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi». La scelta dipende dalla gravità e dal tipo di creditori. La Diagnosi non sostituisce le procedure: fornisce la base tecnica oggettiva su cui costruirle, e quando l’esito lo richiede indico il percorso più adatto, in collaborazione con il tuo legale.
Devo impegnarmi per un percorso lungo?
No. È un lavoro singolo. Il compenso è di € 1.500, e al termine hai il Report, la Diagnosi che resta tua e una conversazione di restituzione. Da lì decidi tu: c’è chi prosegue con un percorso strutturato, chi porta il Report al proprio avvocato o commercialista, chi lo usa come base per attivare in autonomia la composizione negoziata. Nessun rinnovo automatico, nessun abbonamento.
La Diagnosi parte da qui: le soglie del Codice misurate sui tuoi numeri reali, l’esito entro cinque giorni, un documento che resta tuo. € 1.500. Ti rispondo personalmente, in riservatezza.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo illustrativo e non costituiscono consulenza legale o tributaria. Per valutazioni di profili giuridici puntuali, rivolgiti al tuo avvocato o commercialista di fiducia.
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