D3 · Direzione

La tua azienda è in difficoltà.
Esiste un percorso definito dalla legge per riprenderne il controllo.

Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019, modificato dal D.Lgs. 83/2022 e dal correttivo ter D.Lgs. 136/2024) ha introdotto la Composizione Negoziata: un percorso volontario e riservato, condotto con l’assistenza di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio, che permette di trattare con i creditori cercando una soluzione concordata prima che la situazione diventi insolvenza. Il documento che sostiene il percorso è il piano di risanamento. Sono due cose diverse: una procedura e un documento. L’imprenditore non li affronta da solo: ha bisogno di un Advisor di fiducia che scriva il piano, gestisca i rapporti con l’esperto, accompagni le decisioni. È il ruolo che svolgo al fianco dell'imprenditore.

La difficoltà aziendale non è un fallimento. Ma la sua gestione tardiva può diventarlo.

Quando un’azienda comincia a fare fatica, fornitori da gestire uno alla volta, sospesi tributari che si accumulano, sconfinamenti bancari che si normalizzano, salari che pesano sempre di più sulla cassa, l’imprenditore tipicamente entra in modalità «guadagnare tempo». Si vende un asset non strategico, si rinegozia una linea, si chiede una proroga, si fa un nuovo finanziamento per coprire il precedente. Sono mosse necessarie, spesso intelligenti, e comprano respiro. Ma sono tattiche: non risolvono il problema strutturale, e nel frattempo riducono lo spazio di manovra per affrontarlo davvero.

Il Codice della Crisi (D.Lgs. 14/2019, riformato dal D.Lgs. 83/2022 e aggiornato dal correttivo ter D.Lgs. 136/2024) ha riorganizzato proprio questo. Non per rendere il fallimento più facile, al contrario. La logica della riforma è offrire all’imprenditore strumenti precisi per affrontare la difficoltà finché è gestibile, prima che diventi insolvenza. Sono strumenti tassativi di legge, che funzionano in proporzione inversa alla gravità del momento in cui vengono attivati: se aspetti che la situazione sia conclamata, le opzioni si riducono; se anticipi, si moltiplicano.

Gli strumenti del Codice: prima li attivi, più opzioni haispazio di manovra / opzionigravità della situazione, crescenteComposizioneNegoziata (Artt. 12-25-q.)Piano attestatodi risanamento (Art. 56)Accordi diristrutturazione (57-60-61)Concordato(84 / sempl. 25-sexies)
Gli strumenti del Codice della Crisi sono tassativi e si collocano in ordine di gravità. Quanto prima si interviene, più ampio è lo spazio di trattativa con i creditori.

Una distinzione cardine: un percorso, un documento

La Composizione Negoziata della Crisi (Artt. 12-25-quinquies CCII) è un percorso, una procedura. L’imprenditore, quando si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario tali da rendere probabile la crisi o l’insolvenza e quando il risanamento è ancora ragionevolmente perseguibile, chiede al segretario generale della Camera di Commercio la nomina di un esperto indipendente. L’esperto, scelto da un elenco di professionisti qualificati (Art. 13, comma 3), agevola le trattative tra l’imprenditore, i creditori e le altre parti interessate (Art. 12, comma 2). La procedura è riservata, non pubblica, e si svolge su una piattaforma telematica nazionale gestita da Unioncamere (Art. 13). Durante il percorso, l’imprenditore può chiedere al tribunale misure protettive (Artt. 18-19) che sospendono temporaneamente le azioni esecutive dei creditori mentre la trattativa procede.

Il piano di risanamento è il documento tecnico-finanziario che sostiene il percorso. L’imprenditore lo deposita sulla piattaforma al momento dell’istanza di composizione negoziata (Art. 17, comma 3, lett. b), come «progetto di piano» redatto secondo la lista di controllo prevista dal decreto. In questa forma non richiede attestazione: è un documento operativo della trattativa, che evolve mentre le interlocuzioni con i creditori e con l’esperto procedono. Quando la composizione negoziata si conclude con una delle soluzioni dell’Art. 23 (un contratto con uno o più creditori, una convenzione di moratoria, un accordo sottoscritto da imprenditore, creditori ed esperto), il piano resta il documento di riferimento dell’accordo. È solo in alcuni usi specifici che la legge richiede l’attestazione formale: quando il piano viene usato come «piano attestato di risanamento» autonomo ex Art. 56 CCII per ottenere l’esenzione da revocatoria, oppure quando viene incorporato in un accordo di ristrutturazione dei debiti (Artt. 57, 60, 61) o in un concordato preventivo (Art. 84). Capire fin dall’inizio quale strumento è il più adatto evita di costruire un documento che dovrà poi essere rifatto.

C’è una dimensione che molti imprenditori sottovalutano: la responsabilità personale dell’amministratore. Quando i segnali della crisi diventano evidenti, l’amministratore di una società di capitali ha doveri precisi previsti dall’Art. 2086, comma 2, del Codice Civile: istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato e attivarsi senza indugio per l’adozione di uno degli strumenti previsti per il superamento della crisi. L’inerzia non è un’opzione neutra: nei casi di insolvenza successiva, l’amministratore può essere chiamato a rispondere personalmente per inadempimento agli obblighi di adeguati assetti, con effetti patrimoniali che superano il velo societario. Attivare uno degli strumenti del Codice è anche il modo corretto per documentare di aver adempiuto a questi doveri.

CTPLAB misura la situazione, costruisce il documento, coordina la rete professionale.

La Diagnosi è il primo passo, e nel risanamento è anche il più importante: stabilisce con precisione il livello di gravità della situazione e indica quale strumento del Codice della Crisi è più adatto al tuo caso. La fotografia che produco non si basa su percezioni ma su misure tecniche che il Codice stesso indica come riferimento, e che permettono al tuo avvocato e all’eventuale esperto della composizione negoziata di avere fin da subito una base condivisa su cui lavorare.

Il ruolo dell’Advisor

Nel percorso del Codice della Crisi l’imprenditore incontra figure diverse, ciascuna con un ruolo preciso e non sovrapponibile. L’esperto della composizione negoziata, nominato dalla Camera di Commercio, è un terzo indipendente: agevola le trattative, ma non è il consulente dell’imprenditore. L’avvocato cura la procedura, gli atti, la rappresentanza nelle trattative giuridiche. L’attestatore, quando il caso lo richiede, è un professionista indipendente che certifica la veridicità dei dati e l’idoneità del piano. Nessuna di queste figure scrive il piano al posto dell’imprenditore: lo fa l’Advisor.

L’Advisor è il consulente di fiducia, di parte, dell’imprenditore. È la figura che traduce la situazione aziendale nel documento operativo del percorso, il piano di risanamento, e che resta al fianco dell’imprenditore lungo tutta la procedura. Tiene insieme competenza tecnica continuativa e attenzione dedicata, due risorse che nessun altro attore della rete ha a disposizione: il commercialista di fiducia ha la conoscenza fiscale ma raramente il tempo di redigere un piano triennale con scenari e cash flow mensili; l’avvocato cura gli aspetti procedurali ma non costruisce le proiezioni finanziarie; l’esperto della composizione negoziata è terzo, leggerà il piano e lo segnalerà ai creditori, ma non lo redige.

Una sola conversazione coordinata, ognuno nel suo ruoloImprenditoreAdvisor CTPLABdi parte · scrive il piano, coordinaAvvocatoprocedura, attiEsperto Comp. Neg.terzo indipendenteAttestatorequando serveCommercialistafiscoSindaco / revisoreadeguati assetti
Ogni figura nel suo ruolo, senza sovrapposizioni. L’Advisor è l’unica interfaccia tecnica continuativa; l’esperto della composizione negoziata è terzo e indipendente, non è il consulente dell’imprenditore.

CTPLAB svolge il ruolo di Advisor. Il mandato di parte si articola in quattro attività:

Cosa misuro nella Diagnosi

La mappa del passivo, per categoria di creditore***BancheFornitoriFiscoINPS / INAILDipendentiAgente riscossioneAltri* categorie tipicamente assistite da privilegio o garanzia
La mappa del passivo per categoria di creditore, con privilegi e garanzie, è il punto di partenza di qualunque proposta di risanamento credibile e della scelta dello strumento giusto.

Cosa esce dalla Diagnosi

Sulla base di queste misure, il Report Diagnostico colloca l’azienda rispetto alle condizioni dell’Art. 2 e dell’Art. 12 del Codice (squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, probabilità di crisi o insolvenza, perseguibilità del risanamento) e raccomanda lo strumento più adatto: composizione negoziata con eventuale piano attestato ex Art. 56, accordi di ristrutturazione dei debiti (Artt. 57, 60, 61), concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio (Art. 25-sexies, dopo una composizione negoziata senza esito), concordato preventivo (Art. 84). La raccomandazione non sostituisce la valutazione legale: la affianca con la base numerica.

Cosa costruisco: la fase D3.5

Quando la situazione lo richiede, dalla Diagnosi si passa alla costruzione del piano di risanamento vero e proprio, la fase di Governance 4D™ che chiamo D3.5, variante del Business Plan ordinario con vincoli normativi specifici. Il documento si articola su quattro componenti:

Cosa ricevi

Un Report Diagnostico con la fotografia tecnica della situazione e l’indicazione dello strumento del Codice più adatto al tuo caso. Quando la situazione lo richiede, il successivo piano di risanamento triennale in PDF, pronto per essere depositato sulla piattaforma telematica nazionale come «progetto di piano» nell’ambito della composizione negoziata, o per essere oggetto di attestazione come «piano attestato di risanamento» ex Art. 56. In entrambi i casi, l’introduzione ai professionisti della rete (avvocato e attestatore) per le componenti legali e attestative.

Prima di scegliere lo strumento, conviene avere la fotografia esatta della situazione.

Le procedure e gli strumenti del Codice della Crisi non sono intercambiabili. Composizione negoziata, piano attestato, accordi di ristrutturazione, concordato semplificato, concordato preventivo: ognuno ha presupposti, costi, tempi ed effetti diversi. Scegliere quello giusto richiede di misurare prima la situazione con precisione: gli indicatori economico-patrimoniali e finanziari richiesti dal Codice, il DSCR, il ritardo accumulato del passivo per categoria di creditore, le eventuali soglie già superate verso i creditori pubblici qualificati. La Diagnosi fornisce questa base. Senza di essa, qualunque scelta successiva si fonda su valutazioni qualitative che la legge stessa non considera sufficienti.

La Diagnosi si svolge sui tuoi bilanci, sulla visura camerale, sugli estratti conto più recenti e su un dettaglio del passivo per categoria di creditore. Se hai una scadenza ravvicinata, un creditore che ha già attivato un’azione, una segnalazione ricevuta da INPS, INAIL o Agenzia delle Entrate, un’assemblea da convocare, basta segnalarlo e i tempi si organizzano di conseguenza.

Il compenso della Diagnosi è di € 1.500. La costruzione del piano di risanamento è quotata separatamente al termine, in funzione della complessità del passivo e dell’eventuale necessità di attestazione. La consulenza legale e l’attestazione del piano sono fatturate direttamente dai professionisti della rete (avvocato, attestatore) con cui CTPLAB lavora.

Domande che ricevo prima di una Diagnosi

Qual è la differenza tra Composizione Negoziata e piano attestato di risanamento?

Sono cose di natura diversa, anche se possono integrarsi. La Composizione Negoziata (Artt. 12-25-quinquies CCII) è una procedura volontaria e riservata in cui un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio assiste l’imprenditore nelle trattative con i creditori; durante il percorso si può ottenere protezione patrimoniale dal tribunale (Artt. 18-19) e arrivare, in caso di esito positivo, a uno fra gli sbocchi dell’Art. 23. Il piano attestato di risanamento (Art. 56 CCII) è invece un documento che, una volta attestato da un professionista indipendente con i requisiti previsti dal Codice, produce effetti giuridici autonomi, in particolare l’esenzione da revocatoria per gli atti compiuti in sua esecuzione. Dentro la composizione negoziata il piano è un «progetto di piano» (Art. 17) che non richiede attestazione; l’attestazione serve in usi specifici. La scelta dello strumento corretto dipende dalla gravità, dal tipo di creditori, dalle linee bancarie da preservare, dalla volontà di riservatezza, e non la faccio io: la fa l’avvocato del cliente, in dialogo con CTPLAB sulla base della Diagnosi numerica.

Perché serve l’Advisor e non basta il commercialista che già conosce la mia azienda?

Per due ragioni concrete che riguardano il mestiere, non la qualità del professionista. La prima è l’attenzione dedicata: la costruzione di un piano di risanamento triennale serio richiede lavoro continuativo, modello finanziario, scenari, sensitivity, cash flow mensile, ipotesi di ristrutturazione del debito, sessioni con l’imprenditore, difficilmente compatibile con la gestione quotidiana di uno studio fatta di scadenze fiscali per decine di clienti. La seconda è la specializzazione: la materia del Codice della Crisi è cambiata tre volte in pochi anni (D.Lgs. 14/2019, riforma D.Lgs. 83/2022, correttivo ter D.Lgs. 136/2024), e l’esperienza pratica nei percorsi di composizione negoziata richiede una dedizione che pochi studi possono sostenere mantenendo anche la compliance fiscale di tutto il portafoglio. L’Advisor si dedica al piano e al percorso, lasciando al commercialista il suo ruolo. Quattro figure distinte, una sola conversazione coordinata con l’imprenditore al centro.

Quanto tempo serve? Ho i creditori che spingono.

Dipende dalla gravità e dallo strumento da attivare. La Diagnosi numerica si svolge sui documenti che consegni; il piano di risanamento triennale richiede un lavoro tecnico ulteriore, con sessioni di confronto con avvocato e attestatore. La Composizione Negoziata, se è lo strumento giusto, può essere attivata anche prima del piano completo: bastano la Diagnosi e l’istanza alla Camera di Commercio per ottenere gli effetti della procedura, e contestualmente la richiesta al tribunale delle misure protettive (Artt. 18-19) che sospendono le azioni esecutive durante la trattativa. Se un creditore ha già attivato un’azione esecutiva o sta per farlo, la prima cosa è parlare con un avvocato specializzato in crisi d’impresa: CTPLAB fornisce in parallelo la Diagnosi numerica perché l’avvocato abbia subito la base tecnica su cui costruire la strategia. Vedi la pagina Partner Avvocati per il funzionamento della collaborazione.

Devo impegnarmi per un percorso lungo?

No, e in questo cluster è importante che sia così. La Diagnosi è una sessione singola, che produce un Report Diagnostico autonomo. Da lì decidi tu, insieme al tuo avvocato, quali strumenti del Codice attivare e con quali tempi. Non c’è vincolo a proseguire con CTPLAB: il Report può essere consegnato a un altro consulente, integrato in un percorso già avviato, usato direttamente nella trattativa con i creditori o con l’esperto della composizione negoziata. Quando prosegui con CTPLAB per la costruzione del piano, il rapporto è limitato alla produzione di quel documento e del modello finanziario, senza sottoscrizioni o impegni successivi. Riservatezza assoluta in ogni fase.

La difficoltà si governa meglio se la guardi in faccia, con i numeri.

Tutto parte dalla Diagnosi: la fotografia tecnica della situazione e l’indicazione dello strumento del Codice più adatto al tuo caso. Riservata, verificabile, condivisibile con il tuo avvocato. Il compenso è di € 1.500.

Le informazioni di questa pagina hanno scopo illustrativo e non costituiscono consulenza legale o tributaria. Per valutazioni di profili giuridici puntuali, rivolgiti al tuo avvocato o commercialista di fiducia.