Punti di vista
Effetto Dunning-Kruger: il dubbio è una forma di competenza

Le competenze che servono per capire un argomento sono le stesse che servono per accorgersi di non averle.
Nell'ecosistema dei social c'è un meccanismo psicologico che trasforma la scarsa conoscenza in un'arma di assoluta certezza. Si chiama effetto Dunning-Kruger. Lo hanno descritto nel 1999 due psicologi della Cornell University, Justin Kruger e David Dunning: chi è poco preparato in una materia tende a sopravvalutarsi, perché le competenze che servono per capire un argomento sono le stesse che servono per accorgersi di non averle. Nei loro esperimenti chi aveva ottenuto i punteggi peggiori si piazzava in media al dodicesimo percentile e si collocava da solo intorno al sessantaduesimo.
Quando di mezzo c'è la politica, le cose peggiorano. Una ricerca pubblicata nel 2018 su Political Psychology ha osservato che, appena entra in gioco l'appartenenza di parte, chi sa poco diventa ancora più sicuro di sé. E sui social ogni discussione diventa una partita tra due squadre.
Dai salotti buoni agli smartphone
Nessuno ne è immune, nemmeno chi ha studiato. La laurea protegge solo nella propria materia, fuori da lì si torna principianti come tutti. Chi lo dimentica più spesso sono i radical chic, quelli che Tom Wolfe raccontò nel 1970 descrivendo una festa nell'attico newyorkese di Leonard Bernstein. Una volta abitavano i salotti buoni. Oggi la loro posa è scesa sugli smartphone e la ritrovi anche in persone con una vita qualunque, che pretendono di emanciparti o di illuminarti con una saggezza presunta e presuntuosa che lascia senza fiato. E senza speranza.
Con queste persone non si può ragionare, e nemmeno confrontarsi, perché ogni obiezione viene giudicata proprio con gli strumenti che mancano. E in verità io non vorrei neanche farlo, se non fosse che si insinuano sotto i tuoi post e perfino nelle chiacchierate tra amici, quelli veri, in carne e ossa. Ogni volta sei costretto a subire la loro intellighenzia, fatta di lezioni non richieste e di superiorità morale. È aggressività culturale. Dietro tanta sicurezza c'è spesso il bisogno di sentirsi dalla parte giusta, e l'illusione di custodire una verità che gli altri non vedono.
La maggioranza che sceglie il silenzio
Per fortuna la stragrande maggioranza delle persone sceglie il silenzio. Osserva senza intervenire e usa la rete per restare in contatto con chi conosce davvero. Il proselitismo lo lascia agli altri. Forse ha capito prima di tutti che il dubbio è una forma di competenza.
Le certezze nelle imprese
Nel mio lavoro ho imparato a diffidare delle certezze, a cominciare dalle mie. Ogni anno entro in più di cento aziende, e prima di dire qualsiasi cosa metto da parte le opinioni, anche quelle che mi sembrano più solide, finché i numeri non le confermano.
Nelle imprese le certezze hanno un tono diverso da quello dei social: nascono da anni di lavoro e sono quasi sempre sincere, per questo è più difficile metterle in discussione. Penso all'imprenditore che ha costruito tutto da solo e ripete «faccio tutto io»: conosce il prodotto e i clienti meglio di chiunque, ma non sempre sa quanto gli rende davvero ogni commessa. Penso al padre convinto che il figlio non sia ancora pronto e al figlio convinto che il padre sia rimasto indietro, mentre il passaggio generazionale resta fermo. Oppure ai soci che discutono da anni sulla strategia senza aver mai messo sul tavolo gli stessi numeri. E a chi sente che qualcosa non va ma rimanda, perché il fatturato tiene, finché è la banca a leggere nella Centrale Rischi quello che in azienda nessuno ha voluto guardare. In tutti questi casi l'esperienza è reale e merita rispetto. Per trasformarla in decisioni serve una misura condivisa, che metta tutti davanti agli stessi numeri.
Il dubbio è una forma di competenza.
Per questo la regola che mi sono dato è semplice: basta proporre teorie e dispensare opinioni, soltanto decisioni pratiche. Di convinzioni cieche, come ho detto, ne circolano già tante. E tutte con grande sicurezza.
Una misura condivisa, che metta tutti davanti agli stessi numeri. Si parte da una verifica preliminare gratuita e senza impegno. La Diagnosi parte solo se decidi di procedere. Leggiamo i tuoi numeri →



